• XXIV Congresso di apertura del Distretto 108-Ia1

  • Just the woman I am 2018

  • C'è un Lions con te

    Il progetto avviato dal Distretto LIONS 108-Ia1 per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro di giovani tra 18 e 29 anni. L’obiettivo è migliorare la qualità dei percorsi di orientamento/inserimento al lavoro tramite l’apporto delle competenze di un gruppo di socie e soci Lions in funzione di consulenti e mentori.
    Giovedì 5 ottobre 2017, ore 14:30 - "IO LAVORO" (Lingotto Fiere Torino, stand Città di Torino servizio Informagiovani):
    workshop di presentazione.

  • Cani Guida

    Nato a Milano nel 1959, il servizio cani guida per ciechi dei Lions dal 1975 opera a Limbiate con 12 campi di addestramento e 72 box singoli per ospitare i cani.

  • I Lions italiani con i Bambini nel Bisogno O.N.L.U.S.

    "I Lions Italiani con i Bambini nel Bisogno - Children in need", la ONLUS costituita sulla base del progetto Multidistrettuale dei Lions Club italiani "Tutti a Scuola in Burkina Faso": un grande impegno di solidarietà per combattere la piaga dell’analfabetismo in una delle zone più povere del mondo.

  • Libro Parlato Lions

    “Donare l’emozione di un libro anche a chi non può leggere!” è in sintesi lo scopo del “Libro Parlato Lions”, dal 2006 dichiarato “Service Nazionale Permanente” dei Lions Italiani.

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Sabato 14 luglio si è aperto a Vercelli l'anno lionistico 2018/2019

Sabato 14 luglio, presso il Teatro Civico di Vercelli, si è svolto il XXIV congresso di apertura del distretto Lions 108-Ia1.
Rispetto dell'etica lionistica e delle regole, umiltà, coinvoglimento dei giovani (soprattutto dei Leo) e delle donne per fornire un aiuto concreto e diretto agli altri con il sorriso.
Questi i cardini del discorso programmatico del Governatore, Luigi Tarricone, che non ha dimenticato di ringraziare tutti coloro che lo hanno preceduto, facendogli da guida, ed il proprio club, da sempre suo sostenitore.

 

Autorità, amici Lions e Leo eccomi qui.

Inizia un nuovo anno, una nuova stagione ed io mi appresto a questa avventura come vostro governatore o come detto in questi anni come vostro allenatore.

Siamo qui nella mia città, dove vivo con la mia famiglia, dove sono nato e dove mi hanno cresciuto i miei genitori… oggi un pensiero va anche a loro…

E se sono qui è perché qualcuno ha creduto in me: da soli non si è nessuno.

E allora grazie al mio padrino, Dario Colombo – “lo zio”-, come lo chiamavamo noi , molti anni fa mi disse “anche se non sei un bravo commercialista, sei una persona per bene e volevo presentarti al Lions”. Ci rimasi un po’ male perché non capii, allora, che mi stava facendo un grande complimento. Grazie zio.

E grazie al mio club, il Lions club Vercelli, un club storico del nostro distretto e che per la prima volta dopo quasi 60 anni (22 luglio 1958) esprime un governatore: responsabilità nella responsabilità.
Da quando sono entrato ho sempre trovato soci che mi hanno voluto bene, che mi hanno onorato di essere il presidente nell'anno del quarantennale!
Ricordo soci che hanno rappresentato un’epoca per il club e molti di loro, ogni volta, mi chiedevano quando avrei fatto il governatore.
Anche se non ci siete più, oggi sono qui anche per voi.

Grazie ai past governatori.

Dal 2000, ininterrottamente, mi avete sempre conferito un incarico, a volte anche molto impegnativo: ho sempre svolto gli incarichi affidatimi dando il meglio di me e spero di avere ricambiato la vostra fiducia.
È sempre stato un onore per me poter essere al vostro fianco.

Molti di voi mi vogliono bene, alcuni molto bene.
In tutti questi anni ho sempre sentito il vostro affetto...
E lo sento ancora oggi, anche se qualcuno di voi non è più qui.

Questi diciotto anni come officer del distretto mi avete permesso di imparare, di conoscere e di crescere.

Da ciascuno di voi ho imparato:

  • dalle radici la vita, dal club i valori
  • la leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità, la coerenza;
  • pensare globale, agire locale;
  • mente, occhi e cuore aperti all’innovazione;
  • armonia, sinergia evoluzione;
  • servire con il cuore e con la mente;
  • che il tempo non è cronos ma kairos;
  • creatività, partecipazione, innovazione;
  • storia, visione, azione;
  • io nulla, tu nulla, noi tutto;
  • We serve;
  • servire in armonia;
  • insieme lasciamo il segno;
  • viviamo pienamente la vita;

  ma ancora prima di diventare officer avevo imparato che:

  • ciò che ci unisce è il blu;
  • is a time for change.

Grazie per questa grande opportunità che mi avete dato.

Prima di parlare del mio programma permettetemi di soffermarmi brevemente sull’etica lionistica, di cui troverete alcuni passi anche nell’organigramma.

L’etica di una associazione - di prestigio e di notorietà come la nostra - impone il rispetto di taluni aspetti formali, che ne costituiscono la sostanza, in segno di ottemperanza e considerazione per gli altri scopi che si prefigge.

La correttezza dell’abbigliamento, le formalità nelle presentazioni, l’onore alle cariche ed alle qualifiche lionistiche, specie nel corso di manifestazioni ufficiali ed alla presenza di ospiti ed invitati, non sono banali forme di ostentazione o di presunzione: sono espressioni di un civile convivere e di rispetto reciproco.

In questo senso è essenziale anche il rispetto degli orari e della puntualità alle manifestazioni, in doveroso ossequio a coloro che giungono da lontano, e che lontano devono ritornare.

Impariamo anche a rispondere sempre e comunque ai nostri interlocutori: lo scarso successo di alcune nostre manifestazioni può essere imputato alla mancanza di corretta intercomunicazione.

Quanto poi al nostro assunto “cauti nella critica e generosi nella lode”, uno dei tanti aspetti che devono farci riflettere sul nostro modo di agire lionistico, è quello legato alla facilità con la quale ci si lascia andare a critiche, spesso del tutto infondate, su argomenti che non conosciamo: occorre sempre, prima di esprimerci, leggere, documentarci, frequentare seminari, corsi di formazione, ecc…

La lettura e la assimilazione degli statuti e dei regolamenti internazionali, nazionali e distrettuali, con la loro approfondita conoscenza, eviterebbero inutili discussioni in non poche circostanze.
Regaliamo, come si faceva una volta con il welcome, ad ogni socio nuovo, lo statuto ed il regolamento, come documenti separati da ogni altro… invitiamo a leggere, a documentarsi, a conoscere le regole per poi rispettarle…

Il rispetto degli statuti è un obbligo di tutti gli aderenti a qualsiasi associazione.

Non è ammissibile che qualche socio imponga al suo club (magari in forza della sua anzianità lionistica) il non rispetto degli statuti e regolamenti.
Nella nostra associazione non esistono, o non dovrebbero esistere, i soloni.
Quando si termina un incarico, a qualunque livello, si deve tornare nei club come semplici soci, scendendo da quel “cavallo”, che ci era stato affidato solo per un determinato tempo e per un determinato fine, e non allo scopo di favorire personalistiche scalate.

Dobbiamo saper servire in qualunque posto della gerarchia lionistica, con umiltà ed assiduità, disposti sempre a restituire all’associazione quello che ci ha dato, anche sotto forma di onori e prestigio.

Dovendo pensare un motto, ho scelto: Solo per gli altri con sorriso, umiltà e rispetto.
Che vorrei fosse il nostro programma… Per gli altri.

Può sembrare abbastanza ovvio, perché il nostro motto “We serve” è sinonimo di servire gli altri, ma ho aggiunto solo, come rafforzativo, perché dobbiamo dare tutto e solo per gli altri, senza pretendere niente per noi, senza ambire a personalismi, a riconoscimenti.
Il nostro servire deve essere totale, disinteressato, tutto deve essere fatto per gli altri. Il nostro riconoscimento deve essere solo il sorriso, lo sguardo del ragazzo disabile che abbiamo aiutato, delle persone a cui abbiamo restituito la loro dignità, del non vedente a cui abbiamo donato un cane guida, del giovane a cui abbiamo dato una borsa di studio permettendogli di entrare nel mondo del lavoro...

La nostra ricompensa non dovrebbe essere neppure l’apprezzamento di chi abbiamo aiutato: la ricompensa è tornare a casa alla sera con l’emozione e l’entusiasmo di aver fatto qualcosa per gli altri.

Vorrei che nelle vostre comunità, operaste solo per gli altri, con sorriso, umiltà e rispetto: un messaggio del Lions da lasciare, da far conoscere sul nostro territorio.

Lavorate, fate crescere nelle vostre comunità la conoscenza e la presenza del Lions, fate diventare il Lions il punto di riferimento di chi ha bisogno, coinvolgiamo i giovani e facciamoci coinvolgere da loro.  Operate anche senza di me: non devo e non voglio essere sempre presente.

Tra un anno ci sarà Libero, e poi Giancarlo, e poi altri… noi siamo di passaggio, è l’Associazione che deve avere futuro, solo l’Associazione.

Non preoccupatevi, in mia assenza, che io possa risentirne che possiate “oscurare” la mia immagine… non preoccupatevi. Fate, fate… non ho immagine da proteggere, né da far emergere… l’unica immagine è quella del  Lions.

Con umiltà. Quando si aiuta qualcuno non lo si può fare se non sentendosi al suo stesso livello - anche con l’abbigliamento - standogli vicino, camminando al fianco, parlando la stessa lingua.
Servire non vuol dire staccare un assegno.
Vuol dire mettere chi è meno fortunato di noi a proprio agio, senza far sentire la “superiorità” del Lions.
Per questo evitiamo atteggiamenti che facciano pensare quello che ancora molti credono  di noi: “quelli che si trovano a cena, in giacca e cravatta, e che fanno l’elemosina”.

Noi non facciamo elemosina.

Come ho già avuto modo di dire:
Oggi i Lions con la loro attività ed i loro servizi, non tentano di fare della beneficienza, ma mirano a restituire, a chi è meno fortunato, il rispetto in sè stesso, la dignità umana, l’amor proprio e l’indipendenza, non facendogli l’elemosina, ma fornendogli i mezzi per affrancarsi autonomamente dall’indigenza.

Abbassiamoci per essere più umili, non serviamo dall’alto, non saremmo credibili.
Impariamo a stare in silenzio, ad ascoltare il silenzio di chi ha bisogno di noi.

E poi …
Rispetto.

Sapete quanto lo ritenga importante.
Prima di tutto fra noi e poi verso gli altri.
Ovunque non si rispettano le regole non c’è possibilità di futuro.
Le regole, la loro conoscenza, il loro rispetto ed il coraggio di farle rispettare costituiscono la serietà di una associazione, il rispetto che le viene attribuito.
Quando si dice “è una persona seria” …si intende chi rispetta le regole…

Lasciar perdere, far finta di niente, è più comodo, è più facile, si evitano problemi, si evitano contrasti, ma non si crea futuro.
Ai miei studenti ho sempre detto: diffidate di chi vi rende la vita facile… chi lascia fare, vi fa del male.
Per dare continuità alla nostra associazione dobbiamo sforzarci di non pensare al presente, a noi, ma al futuro, ai giovani…
Ed i giovani vogliono regole, vogliono serietà, vogliono armonia, entusiasmo: entusiasmo nel servire.
C’è grande bisogno di emozioni e passione per scoprire la bellezza del servire! Sono stato domenica alla prateria, al campo giovani disabili: dedizione, esempio, fatica , sorrisi … sarebbe un peccato perdere per strada giovani così straordinari!

Insisto sul rispetto tra di noi.
Ne abbiamo tanto bisogno!
Nel messaggio che ho ricevuto dal decano dei PDG, Ruggero Tacchini, l’augurio che mi ha trasmesso è: “che il 2018/2019 sia foriero di grandi risultati lionistici, con aumento dei soci e senza discussioni o litigi interni”.

Non si può stare ad ascoltare il codice dell’etica e poi non esserne testimoni o, peggio, comportarsi addirittura contro tali principi, mancando di rispetto ai soci, al club, al distretto, all’associazione.

E a chi è officer chiedo, sia pure in forme e con intensità differenti, quello che si richiede ad ogni Lion che entri nella nostra associazione: la conoscenza dei principi, e la volontà, e la capacità, di esserne testimone. Nell’organigramma troverete due pagine di etica: una per il governatore ed una per gli officer ma vale per tutti.
Leggiamola sempre e, soprattutto, siamone testimoni.

Ritengo che l’impegno di chi viene chiamato a reggere, per un anno, un distretto Lions, debba essere prima di tutto quello del testimone, di chi opera perché crede profondamente in quello che ha accettato di fare.

Ed è con l’esempio che si possono stimolare nuovi soci a far parte della nostra associazione, per guardare al futuro.

Guardiamo quei PDG che pur avendo servito al massimo livello, alla massima carica del distretto, anno dopo anno sono al servizio come semplici soci: questo è spirito di servizio, questo è essere di esempio.

Il futuro della nostra associazione non sono più neppure io, sono i soci e le persone che hanno 30/40/50 anni, sono gli ex Leo… rispettiamo le loro idee, non pretendiamo che siano vere solo le nostre o quelle del passato: la vita va avanti.

Non fermiamoci a guardare quelli che criticano tutto e sempre, che fanno smorfie ad ogni frase, che non incoraggiano mai, che non battono mai le mani, che sperano che vada sempre peggio perché i migliori anni devono essere e rimanere solo i loro, quelli passati: occorre andare avanti !

Chi non supporta la crescita dei propri figli aiutandoli non ama la famiglia.

Occorre creare una nuova immagine ed avere nuova visibilità: grazie ai giovani potremo avere questo. Loro conoscono i nuovi mezzi di comunicazione, loro sanno come raggiungere i loro coetanei, loro sanno come dar continuità alla nostra associazione… loro sono il futuro e noi saremo con loro perché insieme siamo il Lions!

C’è bisogno dei giovani!

E anche i vertici lionistici se ne sono accorti: la presidente internazionale ha inserito due Leo (di cui un’italiana) nel board.

Anche la fondazione ha inserito nel programma la possibilità di erogare contributi per i progetti dei leo, per la prima volta.

Ed allora stiamo noi a loro disposizione, diamo la nostra esperienza, ma lasciamo che siano loro a cercarci, dobbiamo dar lor fiducia…
Se non siamo capaci di far crescere qualcuno per garantire il futuro, abbiamo fallito.

Sono anni che sento dire le stesse cose: nell’incontro di Roma, qualche mese fa, ho (finalmente) colto non solo un senso di delusione da parte dei Leo, ma anche e soprattutto, il loro giusto sentimento di “rabbia” per essere sempre considerati il futuro del Lions, ma quel futuro non arriva mai...

La vita va avanti: se davvero si vuole dare continuità alla nostra associazione dobbiamo puntare su di loro, lasciando che siano loro a portare avanti il Lions, con noi.
Ed oggi ho avuto conferma che quanto si sta facendo sia corretto, perché i Leo amano l’associazione, vogliono farne parte, pensano al suo futuro.

Non stupiamoci se sono ancora pochi gli ex-Leo (appena il 10% ) che entrano nel Lions.

Non hanno sufficiente autonomia, e noi non abbiamo rispetto per le loro idee, perché pretendiamo che siano sempre e solo le nostre quelle giuste: ma non è cosi!

È ora che i Leo abbiano spazio negli organigrammi, spazio nei corsi di formazione, spazio nei gabinetti: è ora che vengano coinvolti nei service, condividendone il percorso, lavorando insieme, così potranno diventare Lions.

Non bisogna dimenticare il passato, non bisogna smettere di guardare indietro, ma per il bene del Lions, adesso, bisogna privilegiare l’altra parte del leone…

Non preoccupiamoci delle pressioni, se davvero vogliamo il bene del Lions: lanciamo i nostri giovani.

Come consiglio dei governatori abbiamo nominato presidente del consiglio un PDG di 40 anni, ex Leo, con voto unanime di tutti i DG.

Ci vuole solo coraggio, quel coraggio che nasce dalla consapevolezza che ciò che faremo sarà solo per il bene della nostra associazione.

Kahlil Gibran scriveva:

I vostri figli non sono figli vostri...
Sono i figli e le figlie della forza stessa della vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell'avvenire, che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.

Se non rinunciamo ai nostri personalismi, ai nostri egoismi di pensare al presente o, peggio, al passato non daremo mai futuro alla nostra Associazione!

La vita va avanti. E come dice la nostra Presidente internazionale, la prima donna a ricoprire questo incarico, dobbiamo andare oltre, insieme, con lo sguardo rivolto al futuro, dobbiamo scoprire progetti di service di maggior impatto…” dobbiamo andare oltre l’orizzonte! Ci sarà sempre un ostacolo, ma i Lions devono cambiare gli ostacoli in opportunità!
La Presidente di invita ad essere un’associazione equilibrata, per essere realmente leader mondiale del servizio umanitario: occorre raggiungere un equilibrio numerico tra uomini e donne. Quindi avanti donne! Conosciamo il vostro valore.

Lasciamo che il futuro avanzi, e rispettiamo gli altri, ma prima rispettiamoci tra noi. Rispettiamo chi può avere idee diverse dalle nostre, se questo è per il bene del Lions.
Chi ci guarda deve trovare esempi da seguire, non da cui fuggire.

Ed allora thetta reddast! Come dice la Presidente internazionale (andrà tutto bene).

Usciamo dai circoli, andiamo incontro a chi ha bisogno, serviamo nelle nostre comunità, senza aver paura di far vedere quello che fanno i Lions, per le strade, nei luoghi dove c’è chi ci aspetta.
Andiamo noi incontro a chi ha bisogno.

Come ho detto a maggio, non sto chiedendo i risultati: chiedo solo onestà, correttezza, trasparenza, impegno, umiltà, rispetto ed entusiasmo, un entusiasmo contagioso che faccia venire voglia a noi, ed ad altri, di essere Lions, che ci faccia gioire, facendo il Lions!
Per fare questo dovremo essere dei leader… tutti!

Mio figlio mi ha regalato un libro di chi è stato leader: Steve Jobs.
Alcuni spunti voglio condividerli con voi.

Decidere quello che non si deve fare, è non meno importante che decidere quello che si deve fare.
Non facciamo quello che non serve, e non facciamo ciò che può danneggiare il Lions.

La semplicità è la massima raffinatezza. E per essere davvero semplici occorre andare molto in profondità.
Siamo semplici… sarà più facile tra noi e per chi dovremo avvicinare…

La mia passione è stata creare un’azienda capace di durare nel tempo…
Pensiamo all’Associazione, non a noi… pensiamo al futuro del Lions, l’Associazione deve andare avanti…

Fare l’impossibile senza rendersi conto che sia impossibile.
Chiediamo sempre il massimo e qualcosa in più a noi… oltre l’orizzonte, come dice la Presidente Gudrun!

Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
 

Ho lasciato per ultimo con sorriso.

Sono convinto dell’importanza del sorriso!
Perché il nostro servire per essere efficace non può, non deve limitarsi, a firmare un assegno.

Noi dobbiamo star vicino alle persone che hanno bisogno di noi e chi ha bisogno di un Lion, ha bisogno del suo aiuto, accompagnato dal sorriso…

L’importanza di un sorriso ti appare chiara quando ti rendi conto di quanto è bello vedere la gente sorridere.

Sorridere è un gesto semplice, gratuito e rende tutto più accettabile; quando nasce spontaneo sulle labbra di qualcuno che ami, l’importanza di un sorriso diventa ancora maggiore.

La verità è che chi comprende l’importanza di un sorriso possiede la libertà e la capacità di incrociare il tuo sguardo assente per la strada, regalandoti quel sorriso che tu non riesci più a dare agli altri.

In una bellissima poesia si legge:

Donare un sorriso
rende felice il cuore:
arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo: nessuno ha tanto bisogno di un sorriso, come colui che non sa darlo.

Sorridiamo anche tra noi!

Siamo una grande squadra!

Ed allora andiamo!

Solo per gli altri con sorriso, umiltà e rispetto.

E quando usciremo dal campo dovremo cadere a terra per la stanchezza, con la maglia madida di sudore ed anche se non vinceremo nulla, gli altri ci batteranno le mani perché avremo dato tutto, solo per loro.
Nelson Mandela diceva: “Io non perdo mai. O vinco o imparo”.
E quello che conterà saranno solo gli applausi degli altri, perché tra noi siamo fin troppo bravi ad elogiarci, ma i nostri applausi non valgono.

E se a fine anno ci farà piacere ricordare quanto avremo fatto insieme, vorrà dire che sarà stato un anno di entusiasmo da cui si farà fatica staccarsi, e, come ha scritto Achille nel suo ultimo libro, vorrà dire… viverlo ancora… perché ricordare è vivere una seconda volta!

 

Luigi "Gino" Tarricone

 

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