• Libro Parlato Lions

    “Donare l’emozione di un libro anche a chi non può leggere!” è in sintesi lo scopo del “Libro Parlato Lions”, dal 2006 dichiarato “Service Nazionale Permanente” dei Lions Italiani.

  • Cani Guida

    Nato a Milano nel 1959, il servizio cani guida per ciechi dei Lions dal 1975 opera a Limbiate con 12 campi di addestramento e 72 box singoli per ospitare i cani.

  • C'è un Lions con te

    Il progetto avviato dal Distretto LIONS 108-Ia1 per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro di giovani tra 18 e 29 anni. L’obiettivo è migliorare la qualità dei percorsi di orientamento/inserimento al lavoro tramite l’apporto delle competenze di un gruppo di socie e soci Lions in funzione di consulenti e mentori.
    www.lionconte.it

  • I Lions italiani con i Bambini nel Bisogno O.N.L.U.S.

    "I Lions Italiani con i Bambini nel Bisogno - Children in need", la ONLUS costituita sulla base del progetto Multidistrettuale dei Lions Club italiani "Tutti a Scuola in Burkina Faso": un grande impegno di solidarietà per combattere la piaga dell’analfabetismo in una delle zone più povere del mondo.

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“EMERGENZA LAVORO GIOVANI”: l'impegno dei Lions per le nuove generazioni

La DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (circa 40%) È EMERGENZA NAZIONALE vista la percentuale e gli anni (dal 2009) che insiste su quei livelli. È silenziosamente aggressiva, è apparentemente silente e nascosta, ma continua a mietere vittime. Produce emarginazione, scoramento, mancanza di prospettive e di riferimenti, delusione ed infine rabbia, isolamento e contestazione. Questo può cancellare il futuro del paese in cui rischiamo di perdere intere generazioni. Oggi sebbene si prendano diverse misure in merito, gli interventi non hanno ancora raggiunto livelli efficaci. Infatti, non è ancora stato affrontato in modo organico il problema della crisi industriale con le sue origini e conseguenze che è alla base di quest’emergenza.

I Lions vogliono coinvolgere gli imprenditori e le loro Associazioni, i Centri del sapere e della ricerca, le Istituzioni e gli Istituti di credito a cercare una cooperazione proficua, impegnandosi a promuovere l’innovazione tramite il sapere dei giovani.

- CAUSE.
La crisi del sistema produttivo, la cui rapida deindustrializzazione, che ha coinvolto pure il terziario ed il commercio, è dovuta principalmente alla mancata innovazione di prodotto, tecnologie, organizzazione e aggiornamento tecnico degli addetti e del management. Con la crisi si è estinto il 30% delle aziende. Diventa quindi imperativo la nascita o lo sviluppo di imprese con prodotti e tecnologie nuove che vadano a sostituirle. Tale obsolescenza del mondo industriale e dei servizi è la conseguenza di anni di mancati investimenti nella ricerca e nell'applicazione tecnico-scientifica da riversare nei processi produttivi: ora è indispensabile investire in innovazione! L’attuale rivoluzione tecnologica (es: Industria 4.0) sta introducendo grandi mutamenti nella società con un ritmo in continua accelerazione e con crescente grado di imprevedibilità. L’automazione, sempre più spinta e la necessità di prodotti sempre più sofisticati, indurrà una riduzione di addetti nelle attività cosiddette tradizionali sempre più elevata. La glob.lizzazione, con la liberalizzazione dei mercati, ha accentuato questa riduzione a causa della mancata innovazione nei decenni precedenti, infatti, la concorrenza ci ha colto impreparati e terribilmente arretrati. Questa situazione ha contribuito notevolmente ad ampliare gli effetti della crisi economica dando vita ad una spirale recessiva (mancata produzione, licenziamenti, erosione del risparmio, perdita del potere d’acquisto, contrazione del mercato interno, …). Altre cause intrinseche alla crisi sono state: la mancanza di credito dovuto alla fragilità del sistema finanziario globale, la burocrazia spesso soffocante e la tassazione tra le più alte in Europa. Il miglioramento di queste condizioni sarebbe sicuramente favorevole allo sviluppo del paese, quindi indispensabile per facilitare la nascita di opportunità di sviluppo, però non sarebbe decisivo se queste non venissero colte con i necessari investimenti nell'innovazione.

- INSIEME VERSO IL FUTURO
I concetti qui esposti finalizzano l’obiettivo di seminare innovazione nella produzione e nei servizi principalmente tramite l’eccellenza giovanile. Possono nascere distretti dell’innovazione che sono importanti non solo perché generano professioni ben pagate ma innegabilmente anche per il moltiplicatore associato, ogni posto di questo genere ne fa nascere molti altri a tutti i livelli ed eleva enormemente le possibilità di sviluppo indotte o collegate. Ma perché questo processo si inneschi è necessario puntare all'eccellenza, ovvero la qualità e la preparazione degli operatori. I posti di lavoro non vanno contati ma pesati, troppo spesso si trascura la qualità della preparazione. A sua volta l’eccellenza tecnologica, che è il fine da perseguire, pone la sua origine nel sapere e nella ricerca. I grandi gruppi industriali hanno da decenni sviluppato i loro centri di ricerca attorno alle migliori Università del mondo, concentrando capacità umane e di conseguenza attrazione di capitali. Lo sviluppo insito in questa piattaforma può essere un inizio verso il domani, in quanto promuove, tramite l’aiuto dei giovani eccellenti, l’innovazione con cui si creeranno nuovi processi, prodotti e servizi, frutto del sapere e della conoscenza, ovvero giovani e aziende andranno insieme verso il futuro. La tecnologia avanza e spiazza ciò che c’era, ma nascono attività nuove che richiedono persone preparate e creeranno nuova ricchezza che permetterà lo sviluppo del paese.

- OBIETTIVI.
Tutto questo impone una revisione del capitale umano (insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali) non più basata solo sulle conoscenze standardizzate, che rimangono come basi di partenza, ma su un contesto dinamico dove fondamentale è la competenza, che si acquisisce sviluppando sempre più l’apprendimento. Ciò significa più innovazione nell'istruzione, più lavori di gruppo, più sviluppo del pensiero critico, più multidisciplinarità nell'affrontare i problemi e nel seguire percorsi diversi, più sviluppo della creatività e della capacità di comunicare. Tutto ciò vuol anche dire più specializzazione e più interazione tra più soggetti per sviluppare un progetto complesso. È importante evidenziare che il sapere promuove lo sviluppo e solo questo può far crescere il PIL e quindi il benessere. Nasce, quindi, la necessità di una scuola innovativa rivolta a pro-cessi di aggiornamento continuo. Emerge di conseguenza anche l’esigenza di una scuola più formativa e più selettiva nell'orientare e far spiccare le qualità e le tendenze dei singoli. Maggiore è il livello d’istruzione, maggiore sarà lo sviluppo di un paese, non si possono abbandonare a se stesse masse di giovani, proponendo loro occupazioni che non esistono più o stanno scomparendo. Occorre guardare al futuro individuando comparti e filiere che possano proiettarsi con successo e lì trainare gli investimenti, abbandonando le improvvisazioni. L’Italia oggi come percentuale di laureati è penultima in Europa e fatica a creare occupazione nelle tre categorie più elevate: i dirigenti, le professioni intellettuali e quelle tecniche di alto livello. Occorre più formazione, i paesi avanzati investono molto nell'apprendistato di alto livello, noi siamo quasi fermi. La nostra manifattura era forte ma riduce sempre più gli addetti, i posti nei servizi sono spesso di scarsa qualità, come lo sono quelli della pubblica amministrazione. Non è più accettabile il conseguimento di una laurea qualunque essa sia, è molto meglio un ottimo diploma specialistico di una pessima laurea, inoltre abbiamo la necessità di riqualificare larga parte degli operatori esistenti nei vari settori. L’emergenza non si esaurisce rapidamente, occorre perseverare perché le attività virtuose si sviluppino e si stabilizzino.

- SCENARI.
I dati disponibili di vari studi internazionali, grosso modo, dicono questo: circa un terzo dei posti di lavoro oggi nelle società industriali più avanzate è destinato a sparire nell'arco di 15 anni. La differenza tra i vari paesi è dovuta al differente livello di sviluppo e istruzione. I lavo-ri più a rischio sono quelli che richiedono un livello di studio inferiore. L’avvento dei robot è più veloce dove ci sono più mansioni poco specialistiche. Ad es: La logistica sarà a breve servita da impianti intelligenti non più manuali. L’autotrasporto quando la tecnologia della guida senza pilota sarà perfezionata, così anche le navi da trasporto saranno automatizzate, in quanto i costi nel campo dei grandi trasferimenti di merci saranno più convenienti. Tra i mezzi di trasporto sono sicuramente da inserire anche le ferrovie ed il trasporto privato. V’è però da sottolineare che necessiteranno nuovi mezzi, nuove infrastrutture, nuove normative, il che richiederà impegno, investimenti e operatori qualificati. Altro esempio è il comparto della contabilità finanziaria e commerciale delle aziende, con l’avvento generalizzato della fatturazione elettronica. Con lo sviluppo degli approfondimenti sul “genoma umano” gli ospedali dovranno modificare le loro organizzazioni, passando dall'assistenza a seconda delle malattie all'assistenza personalizzata. Lo sviluppo delle tecnologie applicate alle indagini, terapie e chirurgie sarà tale per cui gli investimenti stenteranno a tenerne il passo. Nel futuro occorre anche collocare i nuovi concetti di abitazione con tutti i processi di recupero e risparmio che necessariamente comporteranno, molto lontani dallo stato attuale. Lo sviluppo della tecnologia dei materiali, delle nanotecnologie porterà a risultati inimmaginabili, nel campo industriale, nel settore delle costruzioni, in quello medicale, agricolo, ecc. già oggi non c’è azienda che nasca o si rinnovi che non applichi massicciamente tutte le automazioni possibili. Le intelligenze artificiali sono diventate così evolute da riuscire ad influenzare l’umano e sono commercialmente già sfruttate. Il termine “persuasive technology” in-dica tutte quelle tecnologie studiate per indurre l’utilizzatore a comportarsi in una determinata maniera. Ecco quindi che un robot non è solo uno strumento asettico a servizio dell’uomo ma può diventare un’entità in grado di suscitare emozioni. Questo richiede attenzione. Molte applicazioni robotiche tendono a sostituire l’uomo al servizio dell’uomo, specie nell'assistenza sanitaria ed all'anziano o in situazioni di pericolo. Ma non sappiamo cosa stiano escogitando gli apparati militari, certamente non saranno arretrati! Non tutti però condividono queste previsioni, alcuni parlano di 50 anni, però anch'essi ritengono che occorra prepararsi investendo nell'istruzione. Limiti alla velocità di crescita potrebbero venire da problemi nello sviluppo della normativa abbinata o da regole imposte dalla politica per attutire l’impatto della transizione. Pur tenendo conto di tutti questi dubbi la strada pare segnata. Man mano che l’intelligenza artificiale e l’automazione progrediranno, diventerà inevitabile sfruttare i suoi vantaggi. Il problema è come prepararsi a questo passaggio e fare in modo che porti benefici e non danni. In ogni caso il PIL è destinato a crescere notevolmente. Questa crescita potrebbe essere utilizzata per riassorbire la mano d’opera espulsa attraverso i tanti servizi che sono e saranno necessari al normale quotidiano, anzi ne è prevedibile una crescita come è sempre accaduto, soprattutto nei confronti delle aziende, dell’ambiente, della persona, delle infrastrutture, delle comunicazioni, dei nuovi modelli di vita, ecc. Certamente con questo sviluppo nasceranno nuove professioni, più si svilupperà l’automazione e avanzerà l’applicazione dell’intelligenza artificiale maggiore sarà la necessità di progettisti e collaboratori. È possibile che tra vent'anni la metà dei mestieri sia sostituita dalle macchine, ma non è detto che sia tragico, la maggior parte dei nostri nonni lavorava nell'agricoltura, ora il 3%. Cresceranno altre professioni che già oggi sono a corto di candidati e questo è un sintomo preoccupante dei tempi che cambiano e già oggi i nostri giovani non sono preparati alle nuove richieste. Immaginare le città del futuro, la vita nel futuro non è così semplice, non è solo diretta conseguenza della tecnologia, occorre molta mediazione da parte della politica, la quale a sua volta deve essere molto preparata per prevedere il più correttamente possibile quali saran-no gli sviluppi possibili. Gli errori avranno un costo molto elevato, soprattutto umano. Oggi, purtroppo, concetti e linguaggi di altre epoche predominano ancora, troppi non si sono ac-corti che il futuro è già iniziato.

 

I LIONS

I Lions propongono esempi concreti e percorribili, non esaustivi ma significativi, tesi ad indicare la via. Senza dubbio lo sviluppo su larga scala lo devono attuare le istituzioni pubbliche e private o le aziende che dispongono di importanti risorse finanziarie. I Lions vogliono coinvolgere gli imprenditori e le loro Associazioni, i Centri del sapere e della ricerca, le Istituzioni e gli Istituti di credito a cercare una cooperazione proficua, impegnandosi a promuovere l’innovazione tramite il sapere dei giovani.

 

Progetto Service 1: “INNOVATION”

UNO STAGE ATTRAVERSO L’UNIVERSITÀ’ DI NEOLAUREATI IN AZIENDA

Essendo evidente, come detto, la necessità di sviluppare innovazione per uscire dalla crisi di stagnazione attuale, l’obiettivo primario del Service è quindi quello di aiutare a diffondere l’innovazione. Uno dei percorsi più premianti è quello di trasferire efficacemente le compe-tenze e le tecnologie dall’Università alle aziende: «unire Università con le aziende, sapere e ricerca con il lavoro». Questo è anche l’obiettivo della Direttiva Europea Horizon 2020. Vi è quindi urgenza di promuovere l’interazione tra queste due realtà, ovvero un più efficace sviluppo della ricerca e trasformazione di questa in innovazione di processo / prodotto, capace di sostenere la penetrazione nei mercati. Questo trasferimento si ottiene con il coinvolgi-mento di giovani neolaureati eccellenti tramite stage di sei mesi in azienda, essi fungeranno da risorsa ed anche da collegamento con l’Università che viene coinvolta. Con questo tipo di stage il contatto tra i due poli è innescato e pone le basi perché questo confronto possa continuare con grandi benefici, avendo come obiettivo la realizzazione di processi innovativi atti a ricostruire il tessuto produttivo. Ne consegue un rilancio dell’area produttiva con investimenti in innovazione e quindi sulle generazioni di giovani eccellenti. Se l’azienda partner ha un progetto innovativo e per questo cerca un neolaureato idoneo a quel progetto ed è pure disposta alla compartecipazione del costo dello stage è certamente disponibile a proseguire il rapporto con lo stesso, comunque la particolarità del percorso rende il ripudio molto difficile. Il che significa accesso reale al lavoro e contemporaneamente un contrasto alla fuga dei cervelli e si traduce in un ottimo investimento. Lo stage in azienda rispetto ad altri percorsi consente un investimento iniziale minore ed è molto efficace e veloce da realizzare, ed ha la funzione di inserire subito il giovane nel lavoro, aiutando contemporaneamente l’azienda. Questo approccio potrebbe anche essere interpretato come la creazione di una start up interna all'azienda, anzi questa ipotesi è la più probabile nelle piccole e medie aziende per nuovi prodotti dove i tempi rispetto alle start up convenzionali sono notevolmente ridotti. Un ulteriore step potrebbe considerare anche l’accesso al micro credito come leva finanziaria all'avanguardia e positivamente indirizzabile alle piccole e medie realtà d’impresa.

Percorso, Il Progetto prevede:

1) Invito ai club a lavorare insieme, uniti l’efficacia è maggiore.

2) Raccolta fondi tramite manifestazioni, sponsor, fondi regionali/europei, contributo da parte delle aziende.

3) Proposta di una borsa di studio per uno stage di sei mesi pari a 6.600 € (di cui 600 € di costi di attivazione). È un discreto budget che con la sua rapida attribuzione può contrastare la fuga dei cervelli.

4) Ricerca aziende partner che vogliano sviluppare progetti innovativi (pertanto i risultati sono rapidi perché esiste già il progetto e c’è il bisogno di svilupparlo). La ricerca è realizata tramite le Unioni Industriali o i Dipartimenti Universitari o del Politecnico che abbiano rapporti con il territorio.

5) Quindi si rintraccia il Dipartimento Universitario la cui area specifica di formazione e ricerca corrisponda al settore di attività previsto dal progetto dell’azienda scelta.

6) Ricercare nell’ambito di quel dipartimento i candidati neolaureati che abbiano un percorso universitario ed una tesi di laurea magistrale eccellente e confacente con gli indirizzi necessari al progetto dell’azienda.

7) Ambedue le ricerche avvengono tramite un bando, prima le aziende, selezionate le quali, si procede successivamente a quello per i neolaureati, i quali quindi sono messi al corren-te delle specificità richieste dai progetti delle aziende.

8) Una commissione, in cui saranno presenti rappresentanti dei Lions, dell’Unione Industriale, dell’Università e dell’azienda interessata, selezionerà il candidato migliore e più idoneo all'attività dell’azienda. Questo service si fonda sulla concretezza, ogni neolaureato eccellente inserito come previsto innesca un circolo virtuoso che va da nuove assunzioni di altri giovani, all'apertura di nuove vie di sviluppo per la propria e per altre aziende in filiera, quindi è un’operazione molto importante per il nostro paese. Con l’inserimento dei nostri candidati in piccole e medie aziende ci attendiamo a medio termine un consistente sviluppo dei comparti industriale e servizi. Il posto di lavoro qualunque non consente di innescare meccanismi di sviluppo rilevanti. Si auspicano investimenti su giovani eccellenti ed aziende in sinergia con le tecnologie emergenti, approccio con Industria 4.0 e tanta istruzione, tanta formazione. Le attività nuove creeranno nuova ricchezza che permetterà lo sviluppo del paese ed ogni posto di lavoro innovativo ne genera molti altri a seguire.

Trascorsi:

Nei quattro anni trascorsi, prima un solo club (il Torino Host), poi si sono aggiunti altri 17 club, sono state promosse 8 borse di studio per stage, tutti i neolaureati coinvolti sono stati confermati nelle rispettive aziende:

2 ingegneri in biotecnologia alla SORIN biomedicale,

1 ingegnere elettrotecnico alla MICROLA Optoeletronics,

1 ingegnere meccanico alla CEMAS Elettra

1 dottore in chimica dell’ambiente alla ENVISENS Technologies,

1 dottore in chimica alla THALES ALENIA SPACE Italia, 1 dottore in fisica e tecnologia alla ITACAE

1 ingegnere in scienze dei materiali alla COOPER STANDARD

NB: alle ultime 4 borse di studio per stage, le aziende hanno concorso con il 50% del loro valore. I pagamenti sono effettuati dall’Unione Industriale o dall’Università in quanto abilitati a queste operazioni. Prossimi passi: nel 2017 sono previste altre 4 borse di studio, che hanno già iniziato il loro percorso.

Il modello piace …..

Da La Stampa – Primavera 2016: 6 aziende (Spazio, FCA, Finmeccanica, ecc.) hanno adottato un progetto simile a questo nelle premesse e nelle conclusioni, ma con durata di 2 anni, specializzazione al Politecnico e in azienda, importo 1.200 € al mese, per 12 neolaureati, cofinanziato dalla Regione. Da La Stampa . settembre 2016: Fondamentale il ruolo degli atenei lombardi per le spin off. I ragazzi delle università sono il motore dei motori, sono loro che contamineranno le aziende. Al centro del patto Aziende – Università c’è l’obiettivo di rendere stabile la collaborazione nell’ambito dell’innovazione tecnologica.

Service 2: “NEW WORK” – AVVIAMENTO VERSO UNA START UP

Sempre tenendo fermi i punti espressi nella premessa (necessità di innovazione, necessità di poggiare lo sviluppo sui soggetti migliori, promuovere il merito per andare verso il futuro, ecc.) se affrontiamo il problema dell’auto impresa, ossia la creazione di una nuova impresa facente capo al giovane stesso o a un gruppo di giovani, in altre parole ad una START-UP, le cose si complicano un po’ perché entra in gioco il rischio d’impresa legato alla bontà tecnica del progetto e soprattutto alla potenzialità commerciale del business associato. Una buona idea di impresa, oltre al valore del progetto iniziale, deve potersi sviluppare in un ambiente idoneo, dove può trovare assistenza tecnica atta a sviluppare il progetto. Questo ambiente deve esercitare un monitoraggio costante dello stato di avanzamento delle attività in corso e, a seguito di positiva valutazione deve promuovere la disponibilità di mezzi tecnici coerenti con le necessità del progetto. In altre parole, il “giovane e il suo progetto” devono trovare un “incubatore” che li accolga, ma per accoglierli: - il progetto deve essere valutato e ritenuto valido, - successivamente sarà accompagnato in un percorso di pre-incubazione - qualora dovesse ottenere valutazioni positive da apposite commissioni seguirà l’incubazione. Gli obiettivi degli incubatori possono essere molteplici: lo sviluppo economico di un’area svantaggiata, la creazione di occupazione, la nascita di start-up in settori innovativi, la diffusione dell’imprenditorialità, la commercializzazione di tecnologia e altro ancora. An-che la gamma dei servizi offerti può variare considerevolmente: il supporto alle nuove inizia-tive imprenditoriali avviene spesso attraverso la fornitura di servizi di assistenza e di sup-porto alla formulazione del business plan e dei piani di sviluppo commerciale, allo sviluppo del team imprenditoriale, alla ricerca di fonti di finanziamento, all'accesso a servizi professionali specialistici; spesso vi si accompagna l’offerta di infrastrutture fisiche (spazi, laboratori di ricerca, ecc.) e di altre facility. Accomuna gran parte degli enti l’idea che le iniziative imprenditoriali siano supportate per un periodo limitato di tempo, al termine del quale le startup debbono divenire auto-sufficienti oppure fallire. La rilevazione sugli incubatori di impresa in Italia è stata condotta tra il settembre e il dicembre del 2012 dalla Sede di Torino della Banca d’Italia, in collaborazione con l’Associazione PNI Cube e l’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. L’indagine mirata ad identificare gli incubatori che svolgono effettivamente attività di incubazione hanno identificato in Piemonte tre incubatori, due presenti nel capoluogo subalpino ed uno a Novara. Gli incubatori piemontesi (I3p – www.i3p.it; 2i3t - www.2i3t.it; Enne 3 - www.enne3.it) costituiscono un tassello fondamentale del sistema regionale del trasferimento tecnologico. Realizzati in parte con il co-finanziamento della Commissione europea, in parte con altre fonti di finanziamento, per lo più pubbliche, gli incubatori del Piemonte sono strutture dedi-cate alla creazione e sviluppo di nuove realtà imprenditoriali, a partire dalla selezione di idee e progetti innovativi (tra le iniziative in questo senso: StartCup, MIP, PNI).

Il Progetto: Disseminare la cultura di fare impresa, individuare le idee meritorie e suppor-tarle nel duro viaggio: “dall’idea all’impresa”. Lo sviluppo del progetto, ossia l’iter per renderlo operativo, richiede mesi e forse un anno e anche più, occorre che questo periodo e i costi connessi siano coperti o da risorse autonome, o da premi vinti, o da finanziamenti vari (privati, europei, regionali, micro credito). Il progetto tecnologico, dalla fase di ingegnerizza-zione alla successiva industrializzazione, e quindi commercializzazione richiede un notevole sforzo finanziario fino al raggiungimento del break even.

Il Percorso: Il percorso per una possibile incubazione, ad oggi avviene grazie alle attività poste in essere dai principali incubatori e dalla dedizione dei giovani, e meno giovani, ricercatori degli Atenei. Persone che hanno a cuore la sorte dei propri studenti, l’amor di patria ed un pizzico di ambizione, nel vedere applicato, in ambito industriale, il frutto delle proprie attività di laboratorio. Per accedere ad un incubatore “è necessario” avere una buona idea di Business basata sull'innovazione, sia essa di processo, di prodotto o di servizio. Possono partecipare tutti i giovani in possesso di uno dei seguenti titoli di studio: titolo post Laurea, diploma di Laurea, diploma di scuola secondaria. Il supporto tecnico/scientifico potrà essere erogato dai ricercatori o da insegnanti specialisti degli atenei, essenziale sarà la bontà del progetto e la sua commerciabilità. In questa fase giocano un ruolo importante i Lions che da una parte possono promuovere la cultura di impresa e della imprenditorialità, dall'altra possono farsi carico di una prima fase di valutazione ed affiancamento per la presentazione dell’idea presso gli incubatori. I Lions possono promuovere e sostenere il percorso di incubazione.

1) Invito ai club del Distretto a lavorare insieme, uniti l’efficacia è maggiore.

2) Raccolta fondi tramite manifestazioni, sponsor, fondi regionali/europei, contributo da parte delle aziende e/o enti che condividono l’idea di riattivare il mondo produttivo Piemon-tese con produzione al valore aggiunto ed elevata qualità tecnica.

3) Attività di scouting rivolto a giovani laureati che sottopongono le loro idee e che progettano di immetterle sul mercato.

4) Valutazione delle idee; un primo screening può essere effettuato da una commissione di Lions composta da “esperti del settore”, coinvolgendo il mondo accademico/industriale. In questa fase la commissione deve firmare degli accordi di riservatezza con il giovane portatore di idea. La commissione verificherà l’affinità dei progetti agli indirizzi tecnologici degli in-cubatori.

5) Coinvolgere i tre Incubatori piemontesi al fine di accogliere le idee selezionate per poter accedere al percorso di pre-incubazione e partecipare ai concorsi di promozione. Vi sarà quindi la valutazione di accesso da parte degli organi dell’incubatore alla fase di preincubazione. E’ a questo punto che le idee muovono i primi passi per diventare impresa. Il Business Plan verrà sottoposto ad un panel di valutazione, al superamento di quest’ultima alcuni rientreranno tra i vincitori del concorso regionale “START-CUP”. Il percorso di promozione dell’idea permette di accedere ai finanziamenti e quindi all’incubazione operativa. I concorsi NON danno accesso a grandi capitali ma visibilità ed un primo finanziamento da parte di alcuni istituti di credito che hanno, via via negli anni, aderito alla iniziativa. 6) I fondi raccolti al punto (2) da parte dei Club Lions possono essere messi a disposizione delle idee di impresa che hanno superato tutti i “tre livelli di valutazione”: valutazione Lions, pre-incubazione e vinto uno dei concorsi regionali, come Start-Cup innova.

Notizie dal Multidistretto

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