Services

5 Ottobre 2016 - SECONDO GRAN GALA' SABAUDO A Villa Sassi premiati quattro neolaureati da Emanuele Filiberto di Savoia. Seconda edizione del Gran Galà Sabaudo organizzato dal Lions Club Torino Host a Villa Sassi di Torino il 5 ottobre. Come l’anno scorso è intervenuto, ospite d’onore, il principe Emanuele Filiberto di Savoia che, con la sua presenza, ha dato lustro all’evento. Oltre ad illustri ospiti come Carlo Buffa di Perrero, Polo Lasagna di Montemagno e Ubaldo Revel Chion erano presenti il presidente della prima circoscrizione Damiano Lombardo, in rappresentanza del Governatore, ed i Soci dei Club che hanno aderito all’iniziativa: L.C. Torino Sabauda, L.C. San Mauro, L.C. Moncalieri Castello, L.C. Torino Cittadella Ducale, L.C. Torino Valentino Futura, Torino Hesperia, Torino Pietro Micca, Torino Taurasia e Torino Crocetta Crimea. Ha anche partecipato una rappresentanza del Circolo Padano e del Giant’s Club. La serata, allietata da musica dal vivo ed esibizioni di tango, è stata l’occasione per premiare quattro neo laureati con una borsa lavoro istituita l’anno scorso come service nazionale nell’ambito del “Progetto Giovani”. Nel 2016 sono stati istituiti quattro stages per investire su studenti universitari eccellenti. I premi sono stati consegnati a: dott. Giuliano Mattia (cosponsor finanziato lo stage al 50% Envisens Techologies) che ha progettato un sistema di recupero metalli preziosi e terre rare da materiali elettronici dismessi; dott.ssa Lucia Propato (cosponsor finanziato lo stage al 50% Thales Alenia Space Italia) per la ricerca e sviluppo di rimozione contaminanti organici e particellari; dott. Matteo Manachino (cosponsor finanziato lo stage al 50% Itacae) per lo sviluppo di un software idoneo a progettare manufatti polimerici e metallici; Ing. Riccardo Fabris (cosponsor finanziato lo stage al 50% Opi Photonics) per la ricerca e sviluppo di moduli a diodo laser per lavorazioni di materiali. Un grazie all’Unione Industriale ed ai Professori del Politecnico i soci Fabrizio Pirri e Luciano Scaltrito che hanno collaborato con entusiasmo alla programmazione delle borse di studio. Tutti verranno finanziati per sei mesi con uno stage in azienda finanziato, oltre che dal L.C. Torino Host, da 17 Club Lions del distretto 108-Ia1. La serata si è conclusa con una lotteria e danze per tutti gli intervenuti. PGGenta

 

 

 

 

Venerdì 11 dicembre dalle ore 9 alle ore 13,30 presso il Teatro del Collegio San Giuseppe si terrà un    convegno suBULLISMO E SPORT” promosso dal Lions Club Torino Augusta Taurinorum

A cui il Torino Host aderisce insieme ad altri Club

In queste righe non intendo svilupparne i contenuti che certamente saranno approfonditi in quella sede ma semplicemente anticiparne gli aspetti più generali ed esporre alcune considerazioni particolari.

Che cos’è il bullismo?      (nozioni prese a prestito dall’esperienza di Telefono Azzurro)

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto intenzionalmente e ripetutamente nel corso del tempo da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima. 

Non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno che fa o dice cose per avere potere su un’altra persona, umiliandola. Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso e include i comportamenti del bullo, quelli della vittima e anche di chi assiste (gli osservatori). 

E’ possibile distinguere tra bullismo diretto che comprende attacchi espliciti nei confronti della vittima e può essere di tipo fisico o verbale e bullismo indiretto che danneggia la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, attraverso atti come l’esclusione dal gruppo dei pari, l’isolamento, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul suo conto, il danneggiamento dei suoi rapporti di amicizia. Quando le azioni di bullismo si verificano attraverso Internet (posta elettronica, social network, chat, blog, forum) o attraverso il telefono cellulare si parla di cyber bullismo.

Quali sono le caratteristiche del bullismo?

  • i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, che condividono lo stesso contesto, più comunemente la scuola;
  • gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento;
  • c’è persistenza nel tempo: le azioni dei bulli durano nel tempo, per settimane, mesi, anni e sono ripetute;
  • c’è asimmetria nella relazione, cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza, di genere e per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei;
  • la vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo perché teme vendette. 
  • A partire da queste premesse, è importante ricordare che il bullismo non è
  • uno scherzo: nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme, non di ferire l’altro; 
  • un conflitto fra coetanei: il conflitto, come può essere un litigio, è episodico, avviene in determinate circostanze e può accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti.  Ruolo fondamentale nell'influenzare la personalità ed il comportamento dei bambini è rappresentato dai profondi cambiamenti sociali avvenuti sia nella "Famiglia", sia nella "Scuola" quindi, il fenomeno del bullismo rappresenta in primo luogo un problema di assenza dei valori sociali su cui la "convivenza civile" si basa.Contesto familiareContesto scolasticoSe in questi contesti o nel contesto più generale, televisione, compagnie, ecc., avviene una incrinatura data da cattivi esempi, trascuratezza quando non abbandono, umiliazioni, ecc. può nascere il fenomeno del bullismo. Il bullismo nello sport si manifesta quando si ricerca la prestazione a tutti i costi orientata al solo risultato agonistico ed arrivando a giustificare ogni mezzo utilizzato. Ma questo non è ciò che lo sport vuole insegnare. La competitività in sé non è affatto da condannare. Quando la competizione è percepita come confronto positivo con se stessi e con gli altri, intesi come atleti con cui confrontarsi e misurare le proprie prestazioni, allora essa diventa un potente strumento capace di educare. Lo sport, in questo senso, può e deve assumere un ruolo rilevante nella vita dei giovani ed è in grado di insegnare molte cose a chi si avvicina ad esso con spirito costruttivo.Lo sport è educativo in senso fisico e psichico diretto, ovvero aiuta a conoscere il proprio corpo ed i suoi limiti ed anche a superarli con coscienza e tenacia. Aiuta ad affrontare la vita con lealtà, ad esercitare la volontà, l’autocontrollo, lo spirito di sacrificio, la concentrazione, il coraggio, l’altruismo, il senso dell’amicizia, l’entusiasmo, è rigore e disciplina, esercita a porsi traguardi ed a raggiun­gerli con l’applicazione e la costanza ovvero a non arrendersi mai, favorisce l’equilibrio ed una corretta autostima. E’ educativo in senso morale perché è un fattore importante d’inserimento nella vita sociale, di tolleranza verso il prossimo perché insegna a rispettare l’amico e l’avversario, ad accettare le differenze di razza, di religione, di sesso e di pensiero, insegna che cos’è l’uguaglianza, insegna a rispettare le regole ed a distinguere i diritti dai doveri, insegna ad assumersi le responsabilità, a saper vincere o perdere.Lo sport è anche lo sviluppo dei principi morali sui quali si basa l’etica del fair play, in contrapposizione alla violenza ed al razzismo. Lo sport è cultura della responsabilità, del dare, dell’amicizia contro la cultura dell’egoismo, dell’irresponsabilità, dell’odio, dell’indifferenza, della noia e della fuga nella droga e nella violenza.Dal rapporto alimentazione-attività fisica può derivare la prevenzione di molte malattie, dall’obesità, al diabete, alle malattie cardiovascolari ai malanni connessi alla colonna vertebrale ed alla postura ecc. Tra tanti benefici va collocato lo sviluppo di una minore aggressività generale, il bullismo in particolare, combattendone le basi e lo sviluppo, ed una minore microcriminalità ed un più alto senso di responsabilità collettiva.Altra grave carenza, è la mancanza di disponibilità delle “strutture”, impiantistiche ed organizzative, che permettano attività agonistica a tutti i livelli, non solo ai livelli più alti, non vogliamo solo i campioni, prima vogliamo la generalizzazione dei comprimari, poi da quelli con il tempo nasceranno anche i campioni.Occorre però chiarire che parlare di sport ha due significati: l’attività ludico motoria (atta ai bambini ma molto praticata dagli adulti) e l’attività agonistica.L’attività agonistica, che non dovrebbe iniziare troppo precocemente, all’inizio deve essere un gioco, se non portata agli eccessi per cui può diventare dannosa, oltre ai benefici salutistici porta all’evoluzione morale e caratteriale descritta nei punti precedenti. Però quando approdiamo allo sport agonistico non è corretto associarlo automaticamente al professionismo e quindi al risultato eclatante: è il modo assolutamente errato di porre il problema, è il modo che ha portato a svuotare di significato lo sport ed allontanato i ragazzi dalla sua pratica. Lo sport va praticato “nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno”.riezioni Primeno le condizioni Prime !!!!!
  • La conclusione non può che essere amara, vogliamo lo sport per migliorare i nostri giovani, quindi la società, ma scopriamo che mancano i fondi per gli impianti, largamente insufficienti o totalmente assenti, mancano i maestri ed i fondi per crearli e sostenerli!!! Ovvero mancano le Condizioni Primarie per uno sport di massa non elitario !!!
  • Questi due tipi di approccio portano a risultati diversi. L’attività ludico motoria, indispensabile negli adolescenti produce i suoi benefici effetti sulla salute del ragazzo ed ovviamente anche dell’adulto, ma difficilmente ha modo di incidere sulle qualità etico caratteriali del ragazzo, non va molto oltre la socializzazione.
  • Così siamo finiti dritti, dritti nel famoso dente cariato, la scuola che non c’è, vecchio vulnus da decenni sul tavolo e mai affrontato, insieme alla famiglia troppo sovente disattenta o anche assente!
  • Però occorrono maestri veri! Quelli che sanno abbinare la tecnica specialistica con la capacità di educare e di responsabilizzare, non dimenticando che sport è divertimento. Ma di questi signori ce ne sono pochini, pochini!
  • Dall’analisi del rapporto tra sport e prevenzione droga ed alcoolismo, quanta droga ed alcool in meno con tutte le loro implicazioni!
  • Adottando lo sport come mezzo di educazione il ragazzo in primis, poi la società tutta ne possono trarre enormi benefici in termini di corretto sviluppo sia individuale, sia sociale, sia sanitario, sia economico
  • Diventa quindi naturale la necessità di estendere a tutti le risultanze positive della pratica dello sport.
  • Aiuta in senso fisico indiretto: favorisce la respirazione, potenzia la funzionalità cardiaca, sviluppa armonicamente la muscolatura quindi dona armonia e coordinamento ai movimenti, facilita una corretta postura e quindi un corretto uso della colonna vertebrale, favorisce una alimentazione ed un metabolismo equilibrati.
  • Il Consiglio Europeo, con la dichiarazione di Nizza 2000, pone l’accento sulla funzione sociale dello sport in seno all’Unione Europea.
  • Lo Sport contro il Bullismo
  • La scuola rappresenta un importante "attore" per la socializzazione ed ha come obiettivo quello di fornire ai propri alunni, strumenti necessari alla crescita culturale, psicologica e sociale facendo loro acquisire un senso di "responsabilità" e "autostima" e, nello stesso tempo, nel preparalo alla convivenza civile. Affinché tutto ciò possa realizzarsi, è indispensabile che non si verifichino esperienze negative.
  • La famiglia rappresenta l'istituzione sociale a cui viene demandato il compito di insegnare, ai propri figli, i "principi" e le "norme" indispensabili per vivere con gli altri. Trasmettere "regole"  e "limiti" significa quindi, fornire ai propri figli schemi che li aiutino ad affrontare al meglio gli impegni della vita.
  • Le cause principali del bullismo si possono ricercare in diversi contesti:
  • Il bullismo è un malessere sociale fortemente diffuso, sinonimo di un disagio relazionale che si manifesta soprattut­to tra adolescenti e giovani, ma sicuramente non circoscritto a nessuna categoria né sociale né tanto meno anagra­fica. Il bullismo si evolve con l'età, cambia forma ed in età adulta lo ritroveremo in tante, troppe prevaricazioni so­ciali, lavorative e familiari.

 

t

Invito pertanto ad essere presenti al Convegno.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al suo funzionamento. Cliccando su "Accetto" o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più